Il rock satanico


Il fenomeno del Rock maledetto, estremo e molto spesso satanista è senza dubbio un grosso fenomeno negli Stati Uniti, uno dei soliti fanatismi americani, basta pensare ai vari Marilyn Manson o chi per lui… Anche nel nostro paese però esistono dei gruppi che seguono questa corrente; il nostro inviato è andato ad intervistare il leader di uno di questi gruppi, Dylan Monroe dei Devil Boys, 5 ragazzi di Torre Annunziata ormai quasi arrivati alla soglia del successo.


Buona sera Dylan, come mai questa scelta del rock satanico? Da cosa nasce l’idea?
Beh… praticamente…. Per me, il rock è una vocazione fin da piccolo, quando marinavo la scuola per andare ad assistere a dei raduni esoterici dove si suonava fino all’alba del giorno dopo.

Ma veramente, a me risulta che lei era un alunno modello, in quinto superiore ha fatto solamente 2 assenze e molti dei suoi compagni la descrivono come secchione.
Zitto, per carità, quella è roba del passato, quello non sono io, io sono Dylan Monroe.

E da cosa deriva questo nome?
Beh… praticamente… Monroe… come Marylin Monroe

Si, si come Maryiln Manson, conosco la storia…
E Dylan… come Dylan Dog

Nooo!!! Ma non è roba da adolescenti? Va beh, lasciamo perdere; anche l’idea dei Devil Boys è sua?
Certamente, il nostro manager ci ha detto di trovarci un nome forte, che colpisca il pubblico; un vero gruppo metal deve essere maledetto e anche il fascino dell’ambiguo deve essere predominante. In principio infatti ci chiamavamo i Ricchioni Maledetti, ma come nome potrà capire che non ci portava molto lontano.

Mi è stato detto infatti dell’ultimo concerto, quello a Latina, quando avete suonato nel campo sportivo e avete dovuto interrompere il concerto per il lancio di Mele e finocchi freschi.
Cancelli questa parte di intervista, la prego… se vuole le faccio sentire uno dei nostri pezzi

Prego, sono tutto orecchie, con rispetto parlando.
“Auuu
Andiamo tutti, let’s go
Andiamo tutti quanti a Chamonix!
Uippì Uippì Uipììì
O Yeaaahhh!!!”


Basta la prego, è una tortura!
Ehh, lo so non sopporta il ritmo hard core e le chitarre distorte

No, non sopporto questa canzone, la faccia finita! Torniamo a noi, ci parli invece del vostro ultimo concerto, quello per la notte di Halloween.
Quello si che era uno spettacolo, il batterista ha suonato con una zucca in testa tutta la sera, io avevo la faccia bianca come un morto e il bassista suonava steso su una bara, il più scenografico era il chitarrista, che suonava vestito da pipistrello e sospeso nel vuoto con degli argani. Le voci al contrario e gli effetti speciali andavano a ruota libera. Purtroppo il numero finale, quello in cui salivano le fiamme dell’inferno a portarci via, si è tramutato in un vero inferno e per poco non ci portavano all’altro mondo davvero.

Che messaggio vorrebbe lanciare ai giovani per farli avvicinare ai vostri ideali?
“Il male non è poi tanto male”, eh questa era proprio una perla…

Si, e lei è proprio un pirla! Arrivederci.




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