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L'esimo sessuologo prof. Mario Tulipano, nella sua ultima conferenza
stampa a Bombai, alla domanda fattagli da un giornalista:
- "professore, lei ha Internet?"
Ha risposto:
- "No, io scopo diversamente".
Con queste parole egli sintetizzò bene quello che è
uno dei più diffusi utilizzi della rete, il cybersex.
Nato con l'avvento di Internet, è una pratica che sta prendendo
sempre più piede.
Il metodo meno impegnativo e più diffuso per fare sesso
virtuale è quello della chat; come nelle chat line
telefoniche ci si scambiano frasettine e storielle piccanti, con una
mano si scrive e con l'altra no. Il gioco può andare avanti
anche per lungo tempo. A differenza delle chat line telefoniche
in questo caso non si sente la voce dell'interlocutore e quindi, protetti
dall'anonimato, ci si può anche descrivere come dei Rambi
o delle Vandissime.
L'ultima frontiera del cybersex è la realtà virtuale,
con la quale si possono simulare dei veri e propri rapporti sessuali
con un partner che sta a milioni di chilometri. L'apparecchiatura
più moderna è la Tuta Manetta, la tuta che chi
smanetta; il suo costo si aggira intorno ai 100 milioni e comprende:
- Un casco integrale con visione 3D a 360°,
omologato anche per andare in motorino;
- Due guanti enormi con 126 filini connessi a relativi
sensori per riprodurre fedelmente il movimento delle mani e le
sensazioni tattili;
- Una piccola antenna GSM, per poter usare la tuta anche
in una stanza diversa da quella del computer senza dover passare
cavi, che potrebbero far inciampare;
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- Un ambaradan di 200 congegni da applicare nella zona pelvica
per simulare un amplesso vero e proprio;
- Le bretelle per sorreggere l'ambaradan di 200 congegni.
- Paraginocchia, parastinchi e paragomiti per proteggersi da
collisioni con il mobilio di casa durante la deambulazione;
- Parapalle, per proteggersi l'uva fogarina
- Per i machi della rete poi è in omaggio il conta-trombate,
che rende pubblico agli altri il numero di volte che si è fatto
sesso virtualmente (praticamente un conta-pippe).
Concludiamo questa panoramica con una battuta del prof. Morfeo Durillis sull'argomento:
- "Professore ma lei antani?"
- "No, svani."
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