Dopo i videopoker, la videomorra


La chiamano videomorra, è l'ultimo ritrovato in fatto di apparecchi mangiasoldi.

I pensionati passano ore e ore davanti a quest'aggeggio infernale; alcuni baristi lavorano 24 ore su 24 per poter smaltire la fila.

Un pensionato di Latina è entrato nel guinness dei primati per aver giocato 72 ore di fila, alla fine lo stesso ci ha dichiarato che quello era il sogno della sua vita: spendere tutti i soldi che aveva da parte giocando a morra, fin da piccolo il suo gioco preferito ed ora reso più competitivo dall'introduzione del computer.

"Battere un cervello elettronico è una sensazione bellissima e poi ha un pregio, è un avversario che non manca mai un appuntamento."

I pensionati ne sono affascinati, e ne hanno ragione. Nonostante la morra sia un gioco popolare di origini antichissime, le tecnologie applicate per la realizzazione degli apparecchi sono assolutamente d'avanguardia; queste macchinette sono state studiate nei minimi dettagli:

- Le dita della mano elettronica sono leggermente incurvate dal martello e dalla falce

- La voce sintetizzata esce molto forte dagli altoparlante, lievemente smussata elettronicamente (non effettata), per imitare il più possibile uno stato avanzato di ubriachezza, il sonoro è abbinato alla fuoriuscita di vapori alcolici tipo "fiato che puzza di vino"

- Per riconoscere il punteggio tirato dal giocatore vengono utilizzate 2 fotocellule per avere un'elaborazione precisissima

- Quando si discute sul punteggio il braccio elettronico potrebbe anche afferrare il giocatore per la collottola.

Non c'è più posto per i tristi e silenziosi giocatori di videopoker; i bar sono dei pensionati. Il gioco della morra infatti comporta uno sforzo fisico e verbale non indifferente e con il passare delle ore si gioca e si beve a volontà alzando di ora in ora il volume della voce fino ad arrivare alla classica scazzottata di fine serata... con la macchinetta.




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