L'evoluzione del Luna Park


Uno dei luoghi più fiabeschi, il sogno di tutti i bambini è senza dubbio il Luna Park. Una grande festa non solo per i più piccini, molti adolescenti si dilettano a fare i bulli all’autoscontro, al Punch-ball o al calcinculo; sbocciano i primi teneri amori; anche molti adulti amano passeggiare tra gli stand per rilassarsi e tornare bambini.

Anche questo luogo magico però, come tutto il mondo che ci circonda, è in continua evoluzione; sono passati ormai i tempi della ruota panoramica e del Bruco Mela, oggi la parola d’ordine è stupire.



Per i più temerari è in arrivo da quest’anno il Bunjee Jumping al contrario, per sole 30.000 si può provare l’emozione di essere sparati in aria con un enorme fionda. All’ingresso viene fatto firmare un foglio che esonera i giostrai da qualsiasi danno anche permanente. Una volta allocati nell’apposita postazione di lancio si viene vestiti con una speciale tuta imbottita sui glutei, per evitarne l’arrossamento, poi il lancio. La velocità che si raggiunge in media senza sbracciare è di 225 Km/h e si arriva ad altezze spaventose. L’unica protezione di sicurezza è un cavo elastico della lunghezza di 800 metri legato ad una caviglia che consentirà di atterrare nel punto esatto in cui si è partiti, in un enorme materasso.

Il momento più emozionante è quando si arriva a fine corsa, quando il cavo inizierà a tirare e si verrà rispediti indietro alla stessa velocità con cui si è partiti. In alcuni casi si possono verificare sensazioni post-mortem e si vede la propria anima che rimane inchiodata in quel punto, per poi ascendere verso il regno dei cieli. L’atterraggio sicuro è garantito nell’80% dei casi, ma non sempre si esce illesi dallo stato di shock provocato dall’attimo prima.

Per quelli che attendono in fila l’adrenalina sale vertiginosamente, tutti stanno con l’orecchio teso a sentire il boing finale e il rumore che farà il malcapitato all’atterraggio

Il caso più tragico si è verificato in un Luna Park di Trieste, dove un ragazzo ha voluto lanciarsi nonostante la bora, è atterrato a 50 metri dal materasso ed stato trascinato rasoterra dall’elastico fino a raggiungere il lato del materasso. Uno spettacolo orrendo che però non ha impedito il continuare di questo assurdo gioco. Alcuni testimoni giurano di averlo visto passare a gran velocità sfiorando le cabine della Ruota Panoramica chiedendo aiuto per poi allontanarsi a velocità doppia verso il suolo.

Ancor più pericoloso, anche se all’apparenza può sembrare innocuo, è La Casa degli Specchi Virtuale; al giocatore vengono fatti indossare un casco e un paio di guanti per immergersi in una casa degli specchi ricostruita al computer. L’unica cosa che manca per dare l’effetto reale è il dolore causato dalle testate date ai vetri; effetto barbaramente ricreato con una tavola di legno che arriva addosso al giocatore non appena provi ad oltrepassare un vetro. Un impatto che per i più piccoli vuol dire essere scaraventati dall’altra parte della stanza. Anche in questo gioco purtroppo ci sono stati diversi feriti, il più grave è stato un bullo di periferia che si è fatto regolare al massimo la forza dell’impatto (livello Lou Ferrigno in arte Hulk) per dimostrare ai suoi amici di che pasta era fatto; la pasta l’ha ricevuta e forte, al primo vetro con cui si è virtualmente scontrato è stato scaraventato contro la vetrina frantumandola e finendo in mezzo alla pista dell’autoscontro, con la tavola di legno ancora appiccicata al volto.


Attenzione quindi, non fidatevi di ogni novità che vi viene proposta, è sempre meglio farsi raccontare l’esperienza da chi ha già provato, se ci riesce.


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