L'indomani mattina Pinocchio vendette l'abbecedario e
si avviò verso il Paese dei Balocchi. Girando girando su sè
stesso si accorse che era sempre rimasto nello stesso punto, ma non
poteva fare a meno di girare sulla testa quando ascoltava la break dance,
era più forte di lui. Finito il disco si rimise in cammino e
trovò Lucignolo in un angolo che fumava una sigaretta dalla forma
irregolare e un certo profumo di rosmarino inebriava l'aria. Vedendo
il sorriso stampato sul volto di Lucignolo, si sentì felice anche
lui.
- "Hei hai portato i soldi?", gli chiese
- "Certo che si!", rispose Pinocchio
- "Dammi 10 soldi che ti dò una caramellina che ti farà
fare un bel viaggio"
Pinocchio dapprima era un po' incredulo ma poi gli diede i soldi e
mangiò la caramella. Dopo pochi minuti iniziò a parlare
dei suoi prigionieri e cominciarono ad allentarsi. |
| I suoi occhi cominciarono a divaricarsi e la testa gli girava finchè
il suo naso non andò a sbattere contro la macchinetta degli spicci
e, sentendo il tintinnio di gettoni che cadevano sulle mattonelle, si
immaginò che lezioni a quell'ora erano terminate ed era lui che
suonava la campana, quella del campanile, appeso a un filo. Quando i suoi
occhi rimisero a fuoco la sala vide che a tutti cominciavano a crescere
le orecchie; erano tutti ricchioni che gli baciavano il naso. Per evitare
di diventare orecchione anche lui, fuggì a gambe levate.
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E Pinocchio correva, correva, quando alle sue spalle udì una
voce, ma che dico una voce, due; che gli dissero
- "Quanta fretta ma dove corri, dove vai (tuduttuduttù)
se ci ascolti per un momento, capirai (tuduttuduttù)
lui è il gatto ed io la volpe, siamo in società
di noi ti puoi fidar"
Iniziarono poi a parlare di certi semini che Lucignolo gli aveva messo
in tasca; dissero che sarebbe stato da marruano fuggire così
a gambe levate. Lo convinsero così a piantare questi semi con
cui sarebbe diventato ricco. Pinocchio già s'immaginava le piante
alte mezzo metro e tutti i rasta che andavano in processione a casa
sua, così lasciò gli altri soldi in mano al gatto e la
volpe e andò a piantare i semi.
Arrivò intanto la notte e Geppetto, preoccupato, prese una bottiglia
di vino e partì alla ricerca del figliolo.
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Pinocchio era ancora lì, in piedi vicino alla
piantagione aspettando la crescita delle piante, quando si avvicinò
la carovana di Mangiafuoco;
- "Hei bambino, lo sai che hai un bel culetto a mandorlino?",
esclamò Mangiafuoco
- "E' tutto merito di mio padre, lo chiamano il mago delle seghe",
rispose
- "Monta con me che nella carrozza ho anche il riscaldamento
e il sedile ribaltabile"
Ma Pinocchio, che non era un finocchio, gli diede fuoco alla barba con
lo Zippo e gli disse
- "Ma tu sè scemo!" |
| Tornando a casa però, vide
con immenso stupore che Geppetto non c'era...
- "Forse è andato a cercarmi", pensò,
"qui la bottiglia del vino è sparita!"
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| Si incamminò
nella notte per le vie del paese, senza trovarlo, decise così
di andarsene alla spiaggia a vedere la bassa marea; si sdraiò
sul bagnasciuga con i suoi occhiali da sole Ray Bac e si addormentò.
Geppetto era stato in realtà dentro la Balena, che era
uno dei locali più malfamati del porto. Pinocchio fu risvegliato
che il sole era già alto dall'urlo quasi disumano di Geppetto
che era stato pizzicato da un granchio mentre cercava di prenderlo
con le mani, per fare amicizia.
- "Ma... questa è la voce del Babbo",
pensò, "Babbo! Babbo!!", gli andò
incontro urlando.
Geppetto lo fissò con gli occhi languidi, poi gli strappò
via il naso e ci ammazzò il granchio. Vedendolo in quelle
condizioni pietose Pinocchio lo caricò a spalla e lo riportò
a casa per evitare che facesse altri danni. Dopo che Geppetto
ebbe vomitato due volte, Pinocchio lo mise a letto si addormentò
in una sedia al suo fianco. |
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