Ascolta la favola narrata in mp3 (pagina 2)

L'indomani mattina Pinocchio vendette l'abbecedario e si avviò verso il Paese dei Balocchi. Girando girando su sè stesso si accorse che era sempre rimasto nello stesso punto, ma non poteva fare a meno di girare sulla testa quando ascoltava la break dance, era più forte di lui. Finito il disco si rimise in cammino e trovò Lucignolo in un angolo che fumava una sigaretta dalla forma irregolare e un certo profumo di rosmarino inebriava l'aria. Vedendo il sorriso stampato sul volto di Lucignolo, si sentì felice anche lui. 

- "Hei hai portato i soldi?", gli chiese 
- "Certo che si!", rispose Pinocchio 
- "Dammi 10 soldi che ti dò una caramellina che ti farà fare un bel viaggio"

Pinocchio dapprima era un po' incredulo ma poi gli diede i soldi e mangiò la caramella. Dopo pochi minuti iniziò a parlare dei suoi prigionieri e cominciarono ad allentarsi.

I suoi occhi cominciarono a divaricarsi e la testa gli girava finchè il suo naso non andò a sbattere contro la macchinetta degli spicci e, sentendo il tintinnio di gettoni che cadevano sulle mattonelle, si immaginò che lezioni a quell'ora erano terminate ed era lui che suonava la campana, quella del campanile, appeso a un filo. Quando i suoi occhi rimisero a fuoco la sala vide che a tutti cominciavano a crescere le orecchie; erano tutti ricchioni che gli baciavano il naso. Per evitare di diventare orecchione anche lui, fuggì a gambe levate. 


E Pinocchio correva, correva, quando alle sue spalle udì una voce, ma che dico una voce, due; che gli dissero 

- "Quanta fretta ma dove corri, dove vai (tuduttuduttù)  
   se ci ascolti per un momento, capirai (tuduttuduttù)  
   lui è il gatto ed io la volpe, siamo in società 
  di noi ti puoi fidar


Iniziarono poi a parlare di certi semini che Lucignolo gli aveva messo in tasca; dissero che sarebbe stato da marruano fuggire così a gambe levate. Lo convinsero così a piantare questi semi con cui sarebbe diventato ricco. Pinocchio già s'immaginava le piante alte mezzo metro e tutti i rasta che andavano in processione a casa sua, così lasciò gli altri soldi in mano al gatto e la volpe e andò a piantare i semi. 

Arrivò intanto la notte e Geppetto, preoccupato, prese una bottiglia di vino e partì alla ricerca del figliolo.  

 


Pinocchio era ancora lì, in piedi vicino alla piantagione aspettando la crescita delle piante, quando si avvicinò la carovana di Mangiafuoco; 

- "Hei bambino, lo sai che hai un bel culetto a mandorlino?", esclamò Mangiafuoco 
- "E' tutto merito di mio padre, lo chiamano il mago delle seghe", rispose 
- "Monta con me che nella carrozza ho anche il riscaldamento e il sedile ribaltabile

Ma Pinocchio, che non era un finocchio, gli diede fuoco alla barba con lo Zippo e gli disse  

- "Ma tu sè scemo!

Tornando a casa però, vide con immenso stupore che Geppetto non c'era... 

- "Forse è andato a cercarmi", pensò, "qui la bottiglia del vino è sparita!

Si incamminò nella notte per le vie del paese, senza trovarlo, decise così di andarsene alla spiaggia a vedere la bassa marea; si sdraiò sul bagnasciuga con i suoi occhiali da sole Ray Bac e si addormentò. Geppetto era stato in realtà dentro la Balena, che era uno dei locali più malfamati del porto. Pinocchio fu risvegliato che il sole era già alto dall'urlo quasi disumano di Geppetto che era stato pizzicato da un granchio mentre cercava di prenderlo con le mani, per fare amicizia. 

- "Ma... questa è la voce del Babbo", pensò, "Babbo! Babbo!!", gli andò incontro urlando. 

Geppetto lo fissò con gli occhi languidi, poi gli strappò via il naso e ci ammazzò il granchio. Vedendolo in quelle condizioni pietose Pinocchio lo caricò a spalla e lo riportò a casa per evitare che facesse altri danni. Dopo che Geppetto ebbe vomitato due volte, Pinocchio lo mise a letto si addormentò in una sedia al suo fianco. 


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